L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA È UN MODELLO SOCIALE

erikson_convegnoSi è svolto nei giorni scorsi, al Palacongressi di Rimini, il Convegno La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale, organizzato dal Centro Studi Erickson al quale ha preso parte anche Parent Project Onlus. I partecipanti, oltre 4000 professionisti della scuola, si sono riuniti per parlare dei temi dell’integrazione e dell’inclusione sociale degli studenti presenti nelle scuole pubbliche italiane.
Quello organizzato dal Centro Studi Erickson è un appuntamento dove, ogni due anni, si incontrano e confrontano migliaia di insegnanti curricolari e di sostegno, dirigenti scolastici, psicologi, medici, educatori professionali, pedagogisti, logopedisti, riabilitatori. Professionisti che ogni giorno fanno anche l’impossibile per garantire l’eccellenza di un lavoro che troppo spesso è ostacolato dalla burocrazia, dai tagli economici, dall’incapacità del sistema pubblico di garantire un’efficace presa in carico a milioni di studenti che possono, e devono, essere integrati.
L’immagine, rassicurante, che ne viene fuori è quella di migliaia di persone impegnate al fianco di studenti e famiglie per combattere contro l’idea che la disabilità sia un fattore che limita la partecipazione sociale. Ad ogni incontro, infatti, è emersa forte l’esigenza di contribuire a realizzare un modello sociale capace di garantire a tutti, abili o disabili, una compartecipazione attiva nella società. Un modello, quello proposto dagli organizzatori, che è possibile immaginare come un programma culturale complesso che si pone l’obiettivo ambizioso di trasformare l’integrazione in interazione.
Tra i relatori delle sessioni plenarie sono saliti sul palco Don Luigi Ciotti, che ha parlato dell’integrazione scolastica come occasione per garantire la vera giustizia sociale; Alberto Pellai, psicoterapeuta e ricercatore dell’Università di Milano, che ha spiegato come recuperare il valore di una comunicazione efficace attraverso le favole; Michela Marzano, docente della Sorbonne, che propone il tema dell’accettazione dell’altro, come un’enorme risorsa a cui attingere per trovare sempre nuove opportunità di crescita e di sviluppo.
Di grande interesse è stata la testimonianza di Carlo Scataglini, insegnante di sostegno di L’Aquila, che ha parlato della difficilissima situazione in cui si trova la scuola definendola “un caos calmo” ma che, nonostante tutto, lui non riesce ad abbandonare. Nelle sue parole, molto emozionanti, si comprende la difficoltà che si incontra ogni giorno nel mondo della dell’insegnamento, di quanti ostacoli sia necessario “abbattere” per garantire la qualità del proprio lavoro del quale, comunque, non è possibile fare a meno.
Nelle tre giornate di lavoro si sono svolte decine e decine d’approfondimenti che hanno trattato i temi delle metodologie didattiche, delle nuove tecnologie, dei disturbi dell’apprendimento. Interessanti gli interventi nelle Buone Prassi dove, tra gli altri, ha partecipato la responsabile Area Scuola di Parent Project Onlus, Loretta Mattioli, che ha presentato il risultato del Progetto “Scuola – Famiglia Duchenne in rete”. Durante il Convegno, inoltre, sono state diffuse a tutti i partecipanti, le Linee Guida per l’integrazione scolastica nella distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
Tra gli incontri ai quali è stato possibile partecipare, c’è stato quello dedicato alla famiglia e al progetto di vita per il disabile che ha approfondito il concetto di resilienza familiare, intesa come capacità del nucleo familiare di riprogettare un modello di vita già a partire dalla comunicazione della diagnosi per arrivare ad individuare le risorse, interne ed esterne alla famiglia, che possono intervenire per sostenere le cure materiali e relazionali.
Un Convegno importante, quello che si è svolto a Rimini, e che rimarrà impresso nella memoria dei partecipanti soprattutto per l’esempio concreto d’integrazione di Claudio Imprudente, presidente del Centro Documentale Handicap, che ha intitolato il suo intervento “Un geranio che fa l’educatore? Che scandalo!”.


NOVITÀ DALLA RICERCA: IL MULTI-EXON SKIPPING

ricerca_verticaleAnche nel laboratorio giapponese guidato dal Dott. Takeda, si lavora sul fronte dell’Exon skippingmultiplo, ovvero la possibilità di indurre l’esclusione di un intero gruppi di esoni dal gene della Distrofina consentendo in questo modo la produzione di una proteina funzionale.
Gli autori del lavoro recentemente pubblicato dalla celebre rivista PNAS, hanno testato una combinazione di 10 molecole antisenso progettate per indurre l’esclusione contemporanea di altrettanti esoni. La regione presa in esame è quella che va dall’esone 45 al 55 del gene della distrofina, poiché è noto che, nei pazienti BMD che hanno una Delezione di questo intero gruppo di esoni, il decorso della patologia è spesso piuttosto lieve.
L’équipe giapponese, si è inizialmente concentrata sulla selezione dellacombinazione di molecole antisenso più efficace per indurre l’esclusione del blocco di esoni in cellule di topo modello per la distrofia muscolare. Il cocktail selezionato è stato quindi testato nell’animale attraverso 5 iniezioni bisettimanali nella circolazione sanguigna. L’analisi dei tessuti muscolari, prelevati due settimane dopo l’ultima somministrazione, ha mostrato un ripristino della produzione di distrofina stimabile tra l’8 e il 15% rispetto a quella presente in topi sani che si accompagna a un recupero, seppur marginale, della funzionalità muscolare. I livelli di recupero di distrofina sono invece risultati nettamente inferiori nel tessuto cardiaco, circa il 2%, confermando quindi quanto già noto da precedenti studi: l’incapacità di queste molecole di  raggiungere con efficacia il cuore.  Nessun effetto collaterale è stato infine osservato negli animali trattati.
Questo lavoro rappresenta un importante passo avanti nell’ambito della ricerca sull’exon skipping, strategia attualmente in fase di sperimentazione clinica per quanto riguarda il salto degli esoni 51 e 44, poiché dimostra la fattibilità di un approccio che potrebbe ipoteticamente fornire una possibilità terapeutica a circa il 40-45% dei pazienti affetti da DMD. La strategia di exon skipping multiplo potrebbe fornirebbe una possibile risposta alla domanda che si pone sul percorso sperimentale al quale devono andare incontro le nuove molecole progettate per indurre skipping di esoni diversi rispetto a quelle già in fase di sperimentazione. In particolar modo si discute per stabilire se è necessario, in questi casi, sottoporre le nuove molecole all’intero percorso sperimentale.
E’ comunque importante sottolineare che occorreranno ancora diversi anni di studio affinché si possano ottenere delle basi scientifiche solide indispensabili ai fini di un eventuale ingresso nella clinica di questo approccio.

 


DMD/BMD, RICERCA E VITA QUOTIDIANA SU RAI 3

Pubblichiamo un bel servizio andato in onda su Rai3, a "teleCamere salute", il programma condotto da Anna La Rosa. Nel'ambito della puntata sulle malattie rare, è strato trasmesso questo bell'approfondimento, realizzato da Salvatore Sabatino, su Parent Project onlus, sulla ricerca e i vari aspetti che riguardano la nostra comunità, con numerose interviste a ricercatori, specialisti ed esponenti della nostra comunità. Ringraziamo Anna La Rosa e la redazione tutta per averci permesso di pubblicare questo video.


UN CHIARIMENTO

Cari Soci, Amici e Sostenitori
Il nostro consiglio direttivo, nel corso dell’ultima riunione del 15 Ottobre, ha ritenuto di non rinnovare il finanziamento dell’Unità Neuromuscolare Nigrisoli di Bologna. A fronte della richiesta di informazioni in merito a questa scelta, nei giorni successivi, abbiamo pensato di valutare l’opportunità della convocazione di una assemblea.
Abbiamo predisposto un modulo online che ha consentito di raccogliere 22 richieste da parte dei soci. Questo numero non è sufficiente in base al nostro statuto: per la convocazione di una assemblea sarebbero state necessarie 42 richieste.
Al di là della possibilità di dedicare, quindi, a questo argomento un punto dell’Ordine del Giorno della prossima assemblea di Approvazione del Bilancio, prevista per il 28 aprile 2012, vogliamo comunque condividere le motivazioni che, nel rispetto dei nostri scopi istituzionali,  il consiglio direttivo ha preso in considerazione. 

Nell’arco di 15 anni di vita, in linea con i nostri scopi istituzionali, abbiamo scelto di sostenere progetti di ricerca e progetti di assistenza (clinica, psicologica e sociale).
Questo sostegno è aumentato nell’arco di questi anni parallelamente alla nostra raccolta fondi e lo abbiamo suddiviso ogni anno, per quanto possibile equamente, tra progetti di ricerca e progetti di assistenza.
Per capire il valore di questi finanziamenti dobbiamo però fare una riflessione: per un progetto (scientifico o di assistenza) noi impegniamo, di solito, tra i 50 e i 100 mila euro all’anno, spesso per più di un anno.
Queste somme ci permettono di trasformare una “buona idea” in un “possibile approccio” terapeutico. Se la scelta che abbiamo fatto si rivela nel tempo fruttuosa, a seconda del tipo di ricerca, spesso a queste somme che noi eroghiamo si affiancano più importanti finanziamenti da parte di grossi Enti ed Agenzie nazionali ed Internazionali, come ad esempio la Comunità Europea o l’NIH, oppure da parte di grosse compagnie farmaceutiche nazionali o internazionali come ad esempio Glaxo Smith and Kline, Italfarmaco, AMT e così via.
Il rapporto tra le somme che noi eroghiamo e questi finanziamenti è di solito almeno 1:10 ma a volte arriva anche a 1:100.
Il motivo che ci spinge a investire i nostri “risparmi” in queste difficili imprese è la possibilità di “finanziare” lo sviluppo di un’idea.
Noi speriamo di riuscire in questo modo a suscitare interesse per iniziare la fase “traslazionale” di una ricerca, quella (costosissima) che attraverso la fase pre-clinica conduce poi ai trial sull’uomo. Speriamo, inoltre, che questo possa condurci al percorso dell’approvazione di un nuovo farmaco, come sta succedendo ora, ad esempio, per ISOFEN1 che ha iniziato in questi giorni la fase di sperimentazione sui volontari sani e nel corso del prossimo anno (speriamo) inizierà la sperimentazione sui pazienti Duchenne e Becker.
Analogamente a quanto avviene per i progetti di ricerca, i finanziamenti che noi eroghiamo per l’assistenza (clinica, psicologica e sociale) hanno lo stesso valore: cerchiamo di suscitare interesse per un lavoro che, in questi ambiti, viene svolto in un centro clinico, oppure attraverso un progetto sociale (legge 383). In questo modo diffondiamo “buone prassi” e evidenziamo quanto di buono viene fatto in questi ambiti per tutelare e migliorare la qualità di vita dei nostri ragazzi e delle nostre famiglie, “sperando” che dopo di noi qualcuno prenda in carico queste buone prassi e le faccia diventare un “protocollo consolidato”.
Con questi presupposti abbiamo iniziato a finanziare nel 2005 il lavoro svolto nell’Ospedale Nigrisoli e lo abbiamo sostenuto per 6 anni, convinti che questo sia stato un tempo sufficiente a permettere uno sviluppo adeguato del centro.
Gli importi dei nostri finanziamenti, destinati ad alcune figure professionali che hanno lavorato presso l’Ospedale Nigrisoli, sono aumentati nel corso degli anni compatibilmente con le nostre possibilità. Abbiamo cercato comunque di mantenere un equilibrio tra le enormi e più disparate necessità d’intervento, che nel tempo e in tutta Italia, abbiamo dovuto affrontare a causa della complessità che comporta un miglioramento della qualità di vita per tutti i nostri ragazzi in tutti gli ambiti coinvolti (scuola, territorio, servizi, mobilità, sostegno psicologico, standard di trattamento, informazione, rapporti con le istituzioni locali e nazionali).
Con i finanziamenti che abbiamo erogato sono state introdotte alcune figure professionali che potessero affiancare il lavoro svolto presso l’Ospedale Nigrisoli.
In particolare, dal 2005 al 2011, il finanziamento (per circa 13.000 euro lordi l’anno) ha sostenuto le spese per una Segretaria che ha aiutato a gestire in modo ordinato e accurato l’entrata e l’uscita dei pazienti (non solo Duchenne e Becker) per gli appuntamenti delle visite di controllo e per i ricoveri.
Sempre dal 2005 al 2011, abbiamo finanziato anche una Neuropsicologa (circa 18.000 euro lordi l’anno), che si è occupata delle valutazioni cognitivo-comportamentali dei bambini ricoverati presso l’Unità Neuromuscolare, non solo Duchenne e Becker.
Dal 2009 è stata proposta, in aggiunta alle figure precedenti, l’introduzione di una nuova figura professionale, una Nutrizionista, (per circa 15.000 euro lordi l’anno) e nuovamente non solo per i pazienti Duchenne e Becker.
Dal 2009 abbiamo volentieri accolto la proposta di formare, al fianco del Dottor Villanova, una giovane Neuropsichiatra Infantile per due anni (con circa 14.000 euro lordi l’anno), con la possibilità che, terminato il periodo di formazione, potesse tornare nel proprio territorio e lavorare per le famiglie che risiedevano in aree geograficamente molto distanti dall’Unità Neuromuscolare di Bologna, alleviando la fatica di queste famiglie che, pur pienamente soddisfatte, affrontano comunque trasferimenti impegnativi in termini economici e complicati spesso dalle condizioni di salute dei ragazzi.
Certamente il meccanismo che permette il rientro di un medico nel proprio territorio non è semplice ed automatico, probabilmente non erano ancora maturi i tempi al termine del secondo anno e indubbiamente nella decisione intervengono anche scelte personali insindacabili. Abbiamo quindi accettato la proposta di un terzo anno confermando anche per il 2011 il finanziamento (circa 16.500 euro lordi) per questa figura professionale.
Dopo questi tre anni di formazione, dopo che abbiamo compreso l’impossibilità a poter tornare nel proprio territorio, abbiamo creduto che non ci fossero più i presupposti che hanno motivato la nostra scelta iniziale.
Pur comprendendo l’importanza di questa figura professionale, dal momento che abbiamo anche contribuito alla sua formazione, crediamo che dopo tre anni sia opportuno che l’Ospedale Nigrisoli consideri questa figura “pienamente formata” come parte integrante dell’équipe dell’Ospedale, dal momento che la Neuropsichiatra Infantile di fatto “lavora” ormai a tempo pieno per l’Ospedale Nigrisoli.
Chiarita la motivazione che non ci ha consentito di prolungare ulteriormente il finanziamento per la Neuropsichiatra Infantile dobbiamo comunque tenere presente che non è purtroppo possibile per la nostra associazione prendere in carico a tempo “indeterminato” un centro clinico, qualunque esso sia e per quanto importante possa essere il suo lavoro, perché i limiti che questo comporta sono difficilmente comprensibili se si ragiona in termini nazionali e se si considera che Parent Project Onlus “serve” oggi circa 600 famiglie in Italia.
A questo scopo vi invitiamo a riflettere su tre motivazioni fondamentali che sono state alla base della nostra decisione:

1. Pur considerando in termini assolutamente positivi il lavoro svolto nell’Ospedale Nigrisoli, non è ipotizzabile un rapporto esclusivo che non prenda in considerazione un lavoro di costruzione di una rete nazionale di centri che possano crescere in modo armonico, preparandosi ad accogliere sperimentazioni future e adeguandosi ad assistere secondo i migliori standard internazionali di trattamento tutti i pazienti italiani, nelle loro aree di residenza o almeno minimizzando gli spostamenti dei pazienti e delle loro famiglie.

2. Anche se i pazienti Duchenne e Becker vengono seguiti in modo ottimale presso l’Ospedale Nigrisoli non possiamo dimenticare che, al momento in cui i pazienti tornano nei loro territori  di residenza, la situazione è estremamente critica e in caso di emergenza è estremamente difficile trovare strutture in grado di prenderli in carico. Non è ipotizzabile, in caso di emergenza, l’utilizzo dell’Ospedale Nigrisoli a livello nazionale, ma neanche a livello locale, dal momento che non dispone di una Rianimazione o di una Terapia Intensiva.

3. Il numero dei pazienti seguiti per i controlli annuali o semestrali dall’Ospedale Nigrisoli è strettamente connesso con le capacità ricettive dell’Ospedale stesso e non è assolutamente possibile pensare che oggi esso possa “servire” 600 famiglie sparse in Italia. Non è possibile soprattutto se pensiamo che il numero di queste famiglie è cresciuto nel corso degli ultimi anni e continuerà a crescere sensibilmente se consideriamo che la popolazione Duchenne e Becker italiana è stimata intorno ai 5000 pazienti.

Queste stesse tre motivazioni sono alla base anche di un faticoso lavoro che la nostra associazione sta portando avanti dal Gennaio 2009 e che già da allora ci aveva spinto a cercare una soluzione possibile che potesse soddisfare le necessità legate ai numeri di cui abbiamo parlato.
Insieme all’Associazione Italiana di Miologia, che riunisce i medici che in Italia si occupano di Distrofia Muscolare Duchenne e Becker e delle altre patologie neuromuscolari, dal Gennaio 2009 abbiamo cominciato a costruire un modello di collaborazione che potesse permetterci di individuare un minimo di 13 centri in Italia disponibili ad applicare gli standard di trattamento previsti dalla Linee Guida Internazionali per la DMD/BMD preparate nell’ambito del progetto europeo Treat-NMD.
In collaborazione con il Coordinamento Associazioni di Malati Cronici (CNAMC) di Cittadinanzattiva e il Tribunale dei Diritti del Malato, abbiamo scritto un progetto di Audit Civico che in tre anni, attraverso una collaborazione tra cittadini (pazienti/familiari/osservatori), professionisti (medici dei Centri AIM) e Direzioni Sanitarie delle Aziende Sanitarie Locali, permettesse di valutare la qualità dei Centri e di avviare delle azioni di miglioramento a beneficio di tutti (pazienti, professionisti, società civile) e in un ambito nazionale diffuso.
Il progetto, finalmente e pienamente condiviso, inizierà nei primi mesi del 2012 e sarà la prima iniziativa veramente innovativa che aprirà la strada alla definizione di una strategia nazionale e, speriamo, alla presa in carico di tutte le famiglie Duchenne e Becker italiane e, per quanto possibile, nelle loro aree di residenza.
Sappiamo che non tutti i Centri che hanno aderito sono al momento in grado di mettere in atto una presa in carico multidisciplinare dei pazienti Duchenne e Becker secondo le Linee Guida, ma questo rappresenta solo un punto di partenza.
Sappiamo che non sarà facile ed immediato ma non possiamo spaventarci difronte a questa difficoltà e dobbiamo guardare al futuro, come abbiamo sempre fatto da 15 anni, provando ad immaginare quali saranno le necessità della nostra comunità Duchenne e di 5000 famiglie italiane nei prossimi anni, cercando di non perdere appuntamenti importanti con la sperimentazione e con la possibilità di usufruire, ad esempio, dei finanziamenti della Comunità Europea che sono previsti nei prossimi anni per i Network di Eccellenza nell’ambito delle Malattie Rare.
Solo se riusciremo a costruire una Rete organizzata di Centri a livello nazionale potremo sperare di offrire un futuro migliore ai nostri figli, da soli non avremo mai le risorse sufficienti per poterlo fare.
Al di là di queste considerazioni, che hanno fortemente orientato il nostro direttivo nel rispetto dei nostri scopi istituzionali, la decisione non intende condannare o in alcun modo criticare il lavoro svolto presso l’Ospedale Nigrisoli, anzi, è l’occasione per ricordare quanto questo lavoro abbia portato di buono alle famiglie che sono state seguite presso il Centro in questi anni e per stimolare la Direzione dell’Ospedale a riconoscere la qualità di questo lavoro.
La Direzione dovrebbe considerare l’Unità Neuromuscolare una “eccellenza” da promuovere ma soprattutto da integrare pienamente tra i servizi dell’Ospedale stesso.
Crediamo che questo sia un “atto dovuto” nei confronti dei collaboratori che la nostra associazione ha sostenuto in questi anni, e che rischiano in futuro di disperdere competenze importanti, e nei confronti dei pazienti che continueranno a scegliere l’Ospedale Nigrisoli come centro di riferimento.
La decisione di sostenere un progetto nuovo e commisurato ai bisogni futuri della nostra comunità, infatti, non toglie nulla al rapporto di fiducia che si è instaurato tra alcune delle famiglie della nostra associazione e l’Ospedale Nigrisoli e che ognuno è assolutamente libero di mantenere nel futuro.
E’ importante tuttavia ricordare che questa decisione è stata presa per affrontare in modo razionale le necessità che saremo comunque “costretti” a soddisfare nel prossimo futuro.
L’Ospedale Nigrisoli, proprio in virtù della collaborazione in atto dal 2005 con la nostra associazione e per evitare di rimanere escluso dalle future opportunità di crescita, potrebbe e dovrebbe prendere in considerazione l’adesione alla Rete del Progetto Audit Civico di Parent Project, AIM e CNAMC.
Filippo Buccella
Presidente
Parent Project ONLUS


COMUNICATO 21.11.12

Alla Fiera di di Santa Caterina a Guastalla anche Parent Project Onlus

All'evento fieristico che si svolge a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, nell’ultima giornata, quella del 25 novembre, si svolgerà l’iniziativa benefica dedicata alle Associazioni di Volontariato.
 
Ci sarà anche lo stand di Parent Project Onlus, l’associazione di genitori che lotta contro la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, tra quelli allestiti in Via Gonzaga, dove per tutta la giornata, si potranno trovare i volontari dell’associazione che hanno organizzato un Mercatino dell’Usato per raccogliere fondi per la ricerca di una cura per migliaia di pazienti.
La distrofia muscolare di Duchenne e Becker è una malattia genetica degenerativa dovuta all’assenza di una proteina detta Distrofina. E’ la forma più grave tra le distrofie muscolari diffusa nei bambini perché si manifesta già intorno ai 2 - 3 anni di vita. La conseguenza clinica della distrofia di Duchenne/Becker è una progressiva diminuzione della forza muscolare con conseguente perdita delle abilità motorie. Questa patologia rara, nel 70% dei casi, viene trasmessa da donne portatrici del geneaffetto; il restante il 30% non è ereditario ma dovuto ad una nuova mutazione. Attualmente non esiste una cura ma un trattamento multidisciplinare che permette di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita.
Parent Project Onlus, attiva in Italia dal 1996, lavora per accelerare il raggiungimento di una terapia e diffondere le migliori opportunità di trattamento necessarie per garantire la qualità della vita a migliaia di pazienti che, in Italia, sono affetti dalla grave malattia rara. Per sostenere i pazienti e le loro famiglie, dal 2002 ha aperto il Centro Ascolto Duchenne, una rete di professionisti che seguono direttamente circa 600 famiglie. Il CAD, che si può contattare al Numero Verde 800 943 333, ha sede in Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e a breve anche in Veneto e Campania.
Per ricevere informazioni sulle attività e gli eventi realizzati da Parent Project Onlus in Emilia Romagna si può contattare il delegato Paolo Orlando al numero 335 6516908 o all’indirizzo paolo.orld@libero.it
Maggiori informazioni sui progetti nazionali è possibile riceverle telefonando alla sede nazionale di Parent Project Onlus al numero 06 66182811 o visitando il sito www.parentproject.it
Per sostenere le attività: c/c postale 94255007 - BCC Ag. 19 di Roma IBAN IT 38 V 08327 03219 000000005775 Donazione 5X1000 Firma nel riquadro "Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc." C.F. 05203531008
Ufficio stampa Parent Project Onlus
Stefania Collet - Cell. 349 5737747
ufficiostampa@parentproject.it
Francesca Bottello - Tel. 06 66.18.28.11
f.bottello@parentproject.it


COMUNICATO 21.11.12

A Reggio Calabria il Natale è all’insegna della solidarietà

Il 13 dicembre, al Ristorante La Corte, si svolgerà la Cena di beneficenza di Parent Project Onlus per i bambini con la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
 
Un evento eccezionale, tutto dedicato al Natale e alla solidarietà, quello organizzato per giovedì 13 dicembre 2012 al “Ristorante La Corte” di Reggio Calabria che accoglierà, nelle sue magnifiche sale, gli ospiti di Parent Project Onlus, l’associazione di genitori che combattono contro la distrofia muscolare Duchenne e Becker. Per l’occasione, il grande chef Bruno Ambrogio preparerà un menù speciale che farà vivere, a tutti i partecipanti, una serata indimenticabile.
Il Ristorante "La Corte", che ha sposato con grande generosità questa speciale iniziativa solidale, nasce dalla voglia di offrire alla propria clientela la possibilità di rivivere i fasti delle antiche feste rinascimentali e barocche che con i loro mirabolanti allestimenti segnarono la nascita di iniziative ed esperienze destinate a lasciare traccia nella storia.
Per partecipare alla Cena di Natale, che avrà luogo il 13 dicembre alle ore 20,30 presso il Ristorante La Corte, Via Provinciale Armo Gallina, 41 Reggio Calabria, si possono contattare i numeri 388/3727683 - 329/2724626 - 328/6726828 e prenotare entro e non oltre il 10 dicembre.
La distrofia muscolare di Duchenne e Becker è una malattia genetica degenerativa dovuta all’assenza di una proteina detta Distrofina. E’ la forma più grave tra le distrofie muscolari diffusa nei bambini perché si manifesta già intorno ai 2 - 3 anni di vita. La conseguenza clinica della distrofia di Duchenne/Becker è una progressiva diminuzione della forza muscolare con conseguente perdita delle abilità motorie. Questa patologia rara, nel 70% dei casi, viene trasmessa da donne portatrici del geneaffetto; il restante il 30% non è ereditario ma dovuto ad una nuova mutazione. Attualmente non esiste una cura ma un trattamento multidisciplinare che permette di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita.
Parent Project Onlus, attiva in Italia dal 1996, lavora per accelerare il raggiungimento di una terapia e diffondere le migliori opportunità di trattamento necessarie per garantire la qualità della vita a migliaia di pazienti che, in Italia, sono affetti dalla grave malattia rara. Per sostenere i pazienti e le loro famiglie, dal 2002 ha aperto il Centro Ascolto Duchenne, una rete di professionisti che seguono direttamente circa 600 famiglie. Il CAD, che si può contattare al Numero Verde 800 943 333, ha sede in Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e a breve anche in Veneto e Campania.
Per avere informazioni sulle attività di Parent Project Onlus in Calabria, si può contattare il Centro Ascolto Duchenne di Reggio Calabria, che ha sede in Via Madonna di Fatima 1, telefonando ai numeri 0965 817790 - 388 3727683 o scrivendo a cadcalabria@parentproject.it
Maggiori informazioni sui progetti nazionali è possibile riceverle telefonando alla sede nazionale di Parent Project Onlus al numero 06 66182811 o visitando il sito www.parentproject.it
Per sostenere le attività: c/c postale 94255007 - BCC Ag. 19 di Roma IBAN IT 38 V 08327 03219 000000005775 Donazione 5X1000 Firma nel riquadro "Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc." C.F. 05203531008
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LEGGE 40 E DIAGNOSI PREIMPIANTO. E LE LINEE GUIDA?

pancioneSi torna a parlare di legge 40 e di procreazione medicalmente assistita (Pma) in seguito alla sentenza del tribunale di Cagliari che ha permesso a una coppia sterile, in cui lei è portatrice sana di talassemia, di eseguire un’indagine diagnostica preimpianto.
In quanto infertili, infatti, la legge 40 dà loro accesso alla Pma e quindi anche alla diagnosi preimpianto per verificare prima del trasferimento in utero se l’embrione è affetto dalla patologia dei genitori. Tuttavia il laboratorio di citogenetica della struttura pubblica che deve analizzare il campione si rifiutava di analizzare le cellule. Da qui nasce l’azione legale per interruzione di servizio sanitario. Che ha portato alla sentenza.
E se la coppia non fosse stata sterile, ma solo affetta da una patologia ereditaria? In attesa che vengano pubblicate le linee guidaattese ormai da più di un anno, un interessante articolo  su galileo.net fa il punto della situazione. Potete leggerlo a questo link.

GSK: AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2012

logo-gskGSK annuncia i primi risultati dello studio di skipping dell’esone 51 con drisapersen su ragazzi DMD non deambulanti.
Lo studio clinico DMD114118 di fase 1 con drisapersen (il nuovo nome di GSK 2402968 o PRO051) - progettato per verificare la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica della molecola – è stato condotto con un protocollo in doppio cieco controllato con placeborandomizzato, in dose crescente con una singola iniezione subcutanea di drisapersen in pazienti DMD non deambulanti.
I criteri di inclusione nello studio prevedevano: assenza di deambulazione, età superiore ai 9 anni, uso della carrozzina da almeno 1 anno e da non più di 4 anni, diagnosi di DMD con una mutazione  nel gene della Distrofina trattabile con lo skipping dell’esone 51.
La sperimentazione è stata condotta in due centri clinici, uno negli Stati Uniti e l’altro in Francia, e ha coinvolto 32 ragazzi DMD.
Il trial è iniziato con un primo periodo di circa due settimane di screening, seguito da un periodo di studio attivo (somministrazione del farmaco) di un mese e da un periodo di follow-up di cinque mesi. Durante il periodo di studio attivo i pazienti hanno ricevuto la singola dose di drisapersen o di placebo in un rapporto di 3 a 1. I 32 pazienti sono stati suddivisi in 4 coorti, ognuna composta da 8 pazienti (6 con assunzione del farmaco e 2 con assunzione del placebo). Ad ogni coorte è stata abbinata una diversa dose di drisapersen: 3, 6, 9 o 12 mg/kg.
I primi risultati di questo studio di fase 1 hanno dimostrato una concentrazione plasmatica di drisapersen approssimativamente dose proporzionale. Inoltre, in tutti i gruppi non si sono verificati effetti collaterali rilevanti, accertando così la sicurezza e la tollerabilità del farmaco.
Un report completo dei risultati verrà prossimamente sottomesso per una pubblicazione scientifica.
GSK sta conducendo diversi studi clinici  in parallelo, tutti finalizzati a valutare l’effetto di drisapersen in ragazzi con DMD con una mutazione trattabile con lo skipping dell’esone 51.


COMUNICATO 16.11.12

Gli Ufficiali Giudiziari di Roma in scena con la commedia “Messico e Fragole” per Parent Project Onlus

Dal 7 al 9 dicembre 2012, al Teatro Palladium, andrà in scena la tredicesima edizione dello Spettacolo di Natale degli Ufficiali Giudiziari della Corte d’Appello di Roma per finanziare una borsa di studio per il Dottorato di ricerca in Fisiopatologia dello scompenso, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
 
La commedia musicale “Messico e Fragole”, scritta da Gianni Buontempi, Michele Livrizzi e Luca Buccella sulle musiche di Marco Silvi, è interpretata dalla Compagnia teatrale “La Favola di Ernesto - Parent Project Team” di cui fanno parte attori, ballerini e cantanti non professionisti. La storia, contrariamente a quanto farebbe pensare il titolo, è ambientata nella casa borghese di un quartiere romano dove, dopo dieci anni trascorsi in Messico, tornerà il dott. Felice Bonomo, medico volontario dell’associazione “Duchenne in the world”.
Durante l’evento si svolgerà la consegna del “Premio Claudio Bimbo” che, da sei anni, viene assegnato a una persona che si è contraddistinta nell’impegno di trovare una cura e garantire la qualità della vita a migliaia di bambini e ragazzi affetti dalla grave malattia rara.
Il Segretario Generale della Federazione Confsal Unsa - 4^ Organizzazione Sindacale del Comparto Ministeri - Massimo Battaglia, ha così commentato la decisione di sostenere anche questa edizione dello spettacolo di solidarietà degli Ufficiali Giudiziari a favore di Parent Project onlus.
“La crisi economica in cui versa il nostro Paese sta colpendo principalmente le classi sociali più deboli. La nostra Federazione è impegnata in prima linea nel difficile tentativo di rappresentare le ragioni dei lavoratori in lotta per la difesa del proprio reddito e della propria dignità lavorativa. In questo quadro non potevamo far mancare il nostro contributo ed il nostro sostegno ad una lodevole iniziativa che vede proprio un gruppo di dipendenti pubblici, addetti all’Unep della Corte di Appello di Roma, impegnarsi e mettersi in gioco per sostenere le famiglie di Parent Project onlus nella difficile battaglia contro la distrofia muscolare di Duchenne e Becker. La solidarietà rappresenta oggi uno dei grandi valori condivisi su cui edificare una società più equa e più giusta, capace di abbattere quelle barriere culturali e fisiche che sono di ostacolo a questo processo di civiltà”
“Abbiamo voluto dedicare lo spettacolo all’impegno e alla convinzione con cui gli amici dell’Ufficio Unico della Corte di Appello di Roma si sono messi a disposizione per sostenere Parent Project Onlus. – Ha dichiarato Gianni Buontempi, direttore artistico e regista della commedia – Quest’anno, infatti, lo spirito del racconto è imperniato sul volontariato e sulla solidarietà, due colonne portanti dell’associazione, senza le quali non avrebbe avuto modo di nascere, prima, e di sopravvivere ed espandersi, poi. Decidere di impegnarsi – sottolinea ancora Federico Ferraro, ideatore dell’evento e primo attore della compagnia - costa sacrificio e comunque mette a rischio una serie di certezze e di sicurezze che diamo per scontate. Consente però di vivere una vita piena, senza maschere protettive, in aiuto e sostegno di chi ha urgente bisogno di noi.”
Lo Spettacolo di Natale, che ha ricevuto gli auguri della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, della Regione Lazio - Assessorato Cultura, Arte e Sport e della Provincia di Roma, è realizzato con la collaborazione del Fondo Claudio Bimbo, istituito presso Parent Project Onlus, e l’Associazione Culturale Rinnovamento.
La prima serata è dedicata agli ospiti della Federazione Confsal Unsa; seconda serata è dedicata agli invitati dell’Associazione Giustizia Roma, nata dagli Ufficiali Giudiziari della Corte di Appello di Roma e gli avvocati del Foro Romano per migliorare i servizi dedicati al cittadino, e presieduta da Federico Ferraro e dall’Avvocato Massimo Caravetta. La terza, e ultima rappresentazione, concluderà l’evento con il tradizionale appuntamento dedicato all’Ufficio Unico della Corte di Appello di Roma e vedrà tra gli invitati numerose personalità tra cui il Primo Presidente della Corte di Appello di Roma, dott. Giorgio Santacroce.
L’appuntamento è al Teatro Palladium, in Piazza Bartolomeo Romano, 8 a Roma (Zona Garbatella), il 7 e 8 dicembre, alle ore 20,45, e il 9 dicembre alle ore 17,45. Per ricevere informazioni e prenotare i biglietti telefonare al numero 06 66182811 o scrivere a g.buontempi@parentproject.it
La distrofia muscolare di Duchenne e Becker è una malattia genetica degenerativa dovuta all’assenza di una proteina detta Distrofina. E’ la forma più grave tra le distrofie muscolari diffusa nei bambini perché si manifesta già intorno ai 2 - 3 anni di vita. La conseguenza clinica della distrofia di Duchenne/Becker è una progressiva diminuzione della forza muscolare con conseguente perdita delle abilità motorie. Questa patologia rara, nel 70% dei casi, viene trasmessa da donne portatrici del geneaffetto; il restante il 30% non è ereditario ma dovuto ad una nuova mutazione. Attualmente non esiste una cura ma un trattamento multidisciplinare che permette di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita.
Parent Project Onlus, attiva in Italia dal 1996, lavora per accelerare il raggiungimento di una terapia e diffondere le migliori opportunità di trattamento necessarie per garantire la qualità della vita a migliaia di pazienti che, in Italia, sono affetti dalla grave malattia rara. Per sostenere i pazienti e le loro famiglie, dal 2002 ha aperto il Centro Ascolto Duchenne, una rete di professionisti che seguono direttamente circa 600 famiglie. Il CAD, che si può contattare attraverso il Numero Verde 800 943 333, ha sede in Lombardia, Piemonte, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Maggiori informazioni sui progetti nazionali è possibile riceverle telefonando alla sede nazionale di Parent Project Onlus al numero 06 66182811 o visitando il sito www.parentproject.it
Per sostenere le attività: c/c postale 94255007 - BCC Ag. 19 di Roma IBAN IT 38 V 08327 03219 000000005775 Donazione 5X1000 Firma nel riquadro "Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ecc." C.F. 05203531008
Ufficio stampa Parent Project Onlus
Stefania Collet
349 5737747- 06 66182811
ufficiostampa@parentproject.it
Francesca Bottello
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