La Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne invita a riflettere sulle barriere che ancora limitano la vita delle persone con Duchenne e Becker.
Oggi, 7 settembre, si celebra il World Duchenne Awareness Day (WDAD), la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne, che quest’anno sceglie come tema “Access changes lives – l’accesso cambia la vita”. Un messaggio che invita a guardare alla parola “accesso” nella sua accezione più ampia: accesso alle informazioni e alle cure, ma anche alle opportunità, agli spazi, al supporto, alla partecipazione e alla possibilità di autodeterminarsi.
“Per Parent Project parlare di accesso non riguarda solo le cure, significa parlare di diritti e di possibilità concrete di vivere la propria vita.” dichiara Cristina Picciolo, Direttrice Generale di Parent Project. “Significa poter conoscere, scegliere, partecipare, essere ascoltati e costruire il proprio futuro. Significa lavorare ogni giorno per rimuovere le barriere che, ancora oggi, possono limitare il percorso delle persone che convivono con la distrofia muscolare di Duchenne e Becker e delle loro famiglie”.
Accesso significa poter andare dove si vuole
Una barriera non è soltanto un ostacolo fisico: può diventare una limitazione alla libertà, alla partecipazione e alla possibilità di scegliere.
È questo il punto di partenza di “Un passo alla volta”, la campagna di Parent Project dedicata all’accessibilità e al contrasto alle barriere architettoniche. Perché poter entrare in un edificio, raggiungere un luogo, utilizzare un servizio, spostarsi in autonomia o partecipare a un’attività non dovrebbe essere un’eccezione, ma una condizione normale di cittadinanza.
Abbattere le barriere significa ampliare concretamente ciò che una persona può fare, dove può andare e a quali opportunità può accedere.
Accesso significa poter conoscere e scegliere
Per affrontare una patologia complessa come la distrofia muscolare di Duchenne e Becker è fondamentale poter contare su informazioni corrette, aggiornate e comprensibili e avere la possibilità di confrontarsi con professionisti qualificati.
Per questo Parent Project – oltre a organizzare e realizzare meeting, conferenze e incontri tra clinici, ricercatori e famiglie – mette a disposizione delle famiglie teleconsulenze scientifiche e genetiche gratuite, che consentono di ricevere informazioni e orientamento anche a distanza, favorendo un accesso più semplice e diretto alle competenze necessarie per affrontare le diverse fasi del percorso.
A questo si affianca il lavoro del Centro Ascolto, che accompagna le famiglie nella quotidianità e nei diversi momenti della vita: dall’orientamento sui servizi e sulle procedure burocratiche all’assistenza sociale, fino al supporto psicologico ed emotivo.
Perché avere accesso significa anche non essere lasciati soli davanti alla complessità.
Accesso significa conoscere se stessi e trovare la propria voce
C’è poi un accesso ancora più personale: quello alla consapevolezza di sé, ai propri desideri, alle proprie relazioni e alla possibilità di esprimere ciò che si è e ciò che si vuole.
Attraverso i gruppi di confronto dedicati all’affettività e alla sessualità, ai siblings (fratelli e sorelle di persone con disabilità) e alle persone con distrofia muscolare di Becker, Parent Project crea spazi di ascolto e confronto in cui poter condividere esperienze, domande e vissuti con altre persone che possono comprenderli.
Sono spazi che contribuiscono all’empowerment, cioè alla possibilità di acquisire maggiore consapevolezza di sé, riconoscere i propri bisogni e desideri e sentirsi legittimati a esprimere la propria voce.
Perché l’accesso non è soltanto arrivare a un servizio: è anche avere gli strumenti per decidere della propria vita.
Accesso significa una società senza abilismo
Ma c’è un’ultima barriera, più profonda e spesso meno visibile: quella dell’abilismo, che attraversa il linguaggio, gli atteggiamenti, le aspettative e le regole della società.
L’abilismo porta a guardare prima alla disabilità e solo dopo alla persona. Porta a stabilire cosa una persona possa o non possa fare sulla base delle sue caratteristiche, invece di interrogarsi sulle barriere che la società stessa costruisce.
“Per Parent Project, lavorare sull’accesso significa anche contribuire a mettere in discussione questa cultura,” prosegue Cristina Picciolo. “Una società realmente accessibile non è quella che si limita ad aggiungere una rampa o un servizio dedicato. È una società che riconosce ogni persona nella sua complessità, nei suoi desideri, nelle sue capacità e nel suo diritto a partecipare. Quando viene meno l’abilismo, molte barriere iniziano a cadere ancora prima di essere costruite.”
Coltivare oggi il futuro che vogliamo
È anche da questa idea di futuro che nasce la campagna nazionale di raccolta fondi “Coltiviamo il futuro”, che Parent Project promuove dal 5 al 13 settembre in occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne.
Il rosmarino, protagonista della campagna, è una pianta forte e resistente, capace di crescere e mettere radici anche in condizioni non semplici. È diventato così il simbolo di una comunità che continua a crescere, a sostenersi e a guardare avanti.
“Coltivare il futuro significa, oggi, creare le condizioni perché domani ogni persona con Duchenne o Becker possa avere più possibilità, più strumenti e più libertà di scegliere la propria vita.” Dichiara Daniela Argilli, Presidente di Parent Project.
È la direzione che Parent Project ha scelto di seguire fin dalla sua nascita: costruire una comunità capace di trasformare i bisogni in azioni concrete, sostenere la ricerca, accompagnare le famiglie e promuovere una società sempre più inclusiva.
Un percorso che si avvicina a un traguardo importante: nel dicembre 2026 Parent Project raggiungerà i 30 anni di attività, tre decenni durante i quali la voce delle persone con Duchenne e Becker e delle loro famiglie è cresciuta fino a diventare una parte fondamentale del cambiamento.
Perché, in fondo, accesso significa poter avere un futuro. E poterlo costruire insieme.
Parent Project aps è l’associazione italiana di riferimento per le persone e le famiglie che convivono con la distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Dal 1996 lavora per migliorare il trattamento, la qualità della vita e le prospettive a lungo termine dei bambini e ragazzi affetti dalla patologia attraverso la ricerca, l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione. Gli obiettivi di fondo che hanno fatto crescere l’associazione fino ad oggi sono quelli di affiancare e sostenere le famiglie attraverso una rete di Centri Ascolto, promuovere e finanziare la ricerca scientifica e sviluppare un network collaborativo in grado di condividere e diffondere informazioni chiave.
Per informazioni
Elena Poletti – Ufficio stampa
+39 3316173371
e.poletti@parentproject.it
Sara Massimi
+39 3495100478
s.massimi@parentproject.it
Dona ora!
Per un futuro di qualità e un mondo con una cura per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
Notizie correlate
5 Nov 2026
Amministratore di sostegno e procura generale: i rapporti con la pubblica amministrazione
In un nostro precedente approfondimento abbiamo esplorato gli ostacoli più insidiosi per i neo-maggiorenni con compromissione motoria, concentrandoci…
30 Ott 2026
Parent Mobility Maps: nuovi passi avanti, insieme
Prosegue il progetto Parent Mobility Maps, coordinato da Parent Project grazie al sostegno della FORVIA Foundation ed incentrato sulle tematiche…
28 Ott 2026
“104 modi di amare”: l’evento alla Rome Future Week
Domenica 27 settembre Parent Project ha curato una seconda edizione di 104 modi di amare, l’evento dedicato al tema dell’affettività e della…
In Evidenza
28 Apr 2026
Accesso a givinostat: stato dell’arte sulla prescrivibilità
La notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della rimborsabilità per givinostat (Duvyzat) per il trattamento della distrofia muscolare di…






