Segnaliamo alla nostra comunità L’intelligenza artificiale nel percorso diagnostico terapeutico delle malattie rare: facciamo il punto, articolo pubblicato di recente sulla rivista Medico e Bambino da Federica Casieri, Daniele Vitale e Angelo Selicorni, che analizza il ruolo sempre più importante che l’intelligenza artificiale (IA) potrebbe avere nelle malattie rare, comprese le malattie neuromuscolari come la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
L’articolo
Secondo gli autori, questi strumenti potrebbero aiutare i medici sia nella diagnosi sia nella ricerca di nuovi trattamenti. L’IA è in grado di analizzare molto rapidamente grandi quantità di dati genetici e clinici e questo potrebbe contribuire a ridurre i tempi della cosiddetta “odissea diagnostica”, cioè il lungo percorso che molte famiglie affrontano prima di arrivare a una diagnosi corretta.
L’articolo descrive anche come alcuni sistemi di IA possano aiutare i medici a confrontare sintomi, dati genetici e caratteristiche cliniche dei pazienti, facilitando il riconoscimento di alcune malattie rare e indirizzando più rapidamente verso gli approfondimenti necessari.
Il caso della DMD
Per quanto riguarda la Duchenne, viene citato il progetto europeo DREAMS “Drug Repurposing and Artificial Intelligence for Muscular Disorders” (Riutilizzo di farmaci esistenti e intelligenza artificiale per le malattie muscolari) finanziato dalla Commissione Europea. Questo progetto utilizza cellule dei pazienti, test di laboratorio e strumenti di intelligenza artificiale per cercare nuovi possibili trattamenti per malattie neuromuscolari rare come la Duchenne e la malattia di Pompe.
L’idea è quella di usare l’IA per identificare farmaci già esistenti che potrebbero avere effetti utili anche nella Duchenne. Successivamente questi farmaci vengono studiati e testati in laboratorio su cellule muscolari ottenute dai pazienti. Questo approccio potrebbe aiutare ad accelerare la ricerca e, in futuro, favorire terapie sempre più personalizzate.
Gli autori sottolineano però un punto importante: l’intelligenza artificiale non sostituisce il medico o il ricercatore. Può essere uno strumento di supporto molto utile, ma le decisioni cliniche devono sempre essere confermate dall’esperienza dei professionisti e dagli studi scientifici.
L’articolo conclude che nei prossimi anni l’IA potrebbe diventare un aiuto sempre più importante nella medicina personalizzata e nella ricerca sulle malattie rare, comprese le malattie neuromuscolari come la Duchenne.
Per saperne di più
Casieri F, Vitale D, Selicorni A.
L’intelligenza artificiale nel percorso diagnostico terapeutico delle malattie rare: facciamo il punto…
Medico e Bambino 2026;45(4):235-240 DOI: https://doi.org/10.53126/MEB45235
L’intelligenza artificiale nel percorso diagnostico terapeutico delle malattie rare: facciamo il punto…
Medico e Bambino 2026;45(4):235-240 DOI: https://doi.org/10.53126/MEB45235
Qui un abstract dell’articolo, accessibile nella versione integrale su abbonamento
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