A volte un cambiamento comincia da una richiesta, da un confronto, dalla possibilità di raccontare in prima persona cosa significa vivere ogni giorno una città quando gli spazi non sono pensati per tutte le persone.
È quello che è accaduto a Reggio Calabria, dove il dialogo avviato tra Parent Project e l’amministrazione comunale ha portato a un primo intervento concreto sull’accessibilità degli spazi pubblici durante le recenti Feste Mariane.
Un piccolo passo, ma importante: perché dimostra cosa può accadere quando le istituzioni ascoltano direttamente le persone e le organizzazioni che ne rappresentano le esigenze e scelgono di lavorare insieme per trovare soluzioni.
Dall’ascolto all’azione
Nelle scorse settimane Antonio Vigoroso, Consigliere di Parent Project, è stato ascoltato dalla V Commissione consiliare per le politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, presieduta da Giuseppe Eraclini.
Nel corso dell’incontro, Antonio ha portato all’attenzione della Commissione alcune delle difficoltà che le persone con disabilità motoria e le loro famiglie incontrano quotidianamente nella città, soffermandosi anche su un aspetto particolarmente importante: la possibilità di partecipare pienamente alla vita della comunità e di accedere agli spazi e agli eventi pubblici.
Perché una città può avere luoghi, iniziative e occasioni di incontro, ma se questi non sono accessibili, non tutte le persone possono realmente prendervi parte.
«Chi convive con una disabilità motoria si interfaccia ogni giorno con molteplici livelli di barriere, sia architettoniche sia culturali», racconta Antonio Vigoroso. «Avere la possibilità di confrontarsi direttamente con le istituzioni significa anche poter portare all’attenzione queste difficoltà e contribuire alla ricerca di soluzioni concrete».
Il confronto non è rimasto soltanto sul piano delle parole.
In occasione delle Feste Mariane, una delle principali manifestazioni cittadine, il Comune si è attivato per rendere accessibili le aree interessate dagli eventi, intervenendo su alcune criticità e consentendo alle persone in carrozzina di raggiungere e vivere gli spazi dedicati ai concerti e ad altri momenti della manifestazione.
Un risultato reso possibile dalla collaborazione e dall’ascolto diretto delle persone che vivono quotidianamente le barriere.
Un intervento temporaneo, un obiettivo più grande
Quello realizzato durante le Feste Mariane non rappresenta, naturalmente, una soluzione definitiva alle barriere architettoniche presenti sul territorio.
L’accessibilità garantita in occasione della manifestazione è stata infatti legata a uno specifico evento e a un periodo limitato.
Ed è proprio per questo che questo risultato può essere considerato un primo passo, non un punto di arrivo.
L’auspicio di Parent Project è che il confronto avviato con l’amministrazione possa proseguire e contribuire alla costruzione di un percorso più ampio e strutturato, capace nel tempo di affrontare in maniera sistematica le barriere presenti nella città e di portare a interventi permanenti.
Perché rendere accessibile uno spazio in occasione di un evento è importante. Fare in modo che quello stesso spazio sia accessibile ogni giorno lo è ancora di più.
«Si tratta, per citare la nostra campagna, di un passo piccolo ma davvero importante, sul piano simbolico e pratico, verso una città a misura di tutte le persone che la abitano», sottolinea Antonio. «Desideriamo ringraziare il Comune per averci ascoltato e per aver dimostrato attenzione e sensibilità su questo tema. Ci auguriamo che questo confronto possa continuare e concretizzarsi sempre di più. Parent Project è a disposizione, con le sue competenze, per essere di sostegno a questo processo».
Un passo alla volta, insieme
È proprio da esperienze come questa che prende forma Un Passo alla Volta, la campagna di Parent Project dedicata all’accessibilità e alla cultura inclusiva.
L’obiettivo della campagna è contribuire a costruire città nelle quali le barriere che limitano la possibilità di muoversi, partecipare e vivere gli spazi pubblici possano essere riconosciute e progressivamente superate.
Per farlo, Parent Project ha avviato un percorso che parte anche dall’ascolto: attraverso il questionario sulle barriere architettoniche, le persone possono raccontare la propria esperienza e contribuire alla costruzione della Mappa dell’accessibilità in Italia, uno strumento partecipativo che permette di raccogliere informazioni sulla percezione dell’accessibilità nei diversi territori.
Ma ascoltare è solo l’inizio.
I dati, le esperienze e le segnalazioni raccolte possono diventare strumenti per aprire un dialogo con le istituzioni, promuovere consapevolezza e sostenere percorsi di cambiamento.
Quello di Reggio Calabria dimostra proprio questo: quando le persone direttamente interessate vengono ascoltate e diventano parte del processo, il confronto può trasformarsi in un’azione concreta.
Un intervento temporaneo non basta a rendere una città pienamente accessibile. Ma può rappresentare l’inizio di un percorso.
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