Il 24 aprile è finalmente arrivata una notizia che la comunità attendeva da tempo: il via libera dell’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) alla rimborsabilità di vamorolone per il trattamento dei pazienti DMD a partire dai 4 anni.
Vamorolone, noto con il nome commerciale di Agamree, è stato sviluppato come alternativa ai glucocorticoidi tradizionali, con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali legati alla terapia mantenendone i benefici. Gli studi clinici condotti hanno mostrato che il trattamento con vamorolone mantiene i benefici osservati con gli steroidi classici ma con un minore impatto sulla salute delle ossa e la crescita.
Alla luce dei risultati ottenuti nei trial, nel novembre del 2023 l’azienda responsabile per il farmaco – Santhera Pharmaceuticals – aveva ottenuto dall’Agenzia europea per i Medicinali EMA l’autorizzazione all’immissione in commercio per vamorolone come trattamento per i pazienti DMD a partire dai 4 anni. Ora si è conclusa anche la fase nazionale del percorso, con il recente via libera dell’AIFA alla rimborsabilità.
In questi anni di attesa abbiamo seguito da vicino l’evolversi del percorso, organizzando due webinar dedicati alla comunità delle famiglie per condividere gli aggiornamenti e chiarire i passaggi burocratici necessari per arrivare alla disponibilità effettiva del farmaco. L’ultimo, organizzato ad ottobre dello scorso anno, aveva dato una prima buona notizia: la possibilità di avvio delle prime somministrazioni in alcuni centri clinici in Italia.
Siamo ora felici di aver raggiunto l’importante traguardo della definizione della rimborsabilità da parte dell’AIFA. Resta ancora un ultimo tratto di strada da percorrere, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina AIFA che ufficializza la rimborsabilità da parte del SSN, seguita dagli adempimenti regionali e dall’individuazione dei centri prescrittori. I tempi previsti, tuttavia, non dovrebbero essere lunghi.
Un passo dopo l’altro la comunità dei pazienti ha oggi la disponibilità di nuovi farmaci per contrastare la progressione della patologia, e anche se non abbiamo ancora una cura, siamo innegabilmente di fronte all’inizio di un nuovo cambiamento nella storia della patologia.
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Per un futuro di qualità e un mondo con una cura per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
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