Anche quest’anno nel programma della Conferenza Internazionale di Parent Project ha trovato posto una sessione rivolta al mondo corporate: uno spazio speciale, tutto dedicato ad aziende e fondazioni interessate a creare nuove sinergie con il terzo settore.
Il tema al centro dell’incontro è stato Parole Responsabili: linguaggio inclusivo, disabilità e responsabilità sociale di impresa. In un dialogo tra associazione e realtà del mondo corporate, la sessione ha proposto una riflessione consapevole sul ruolo del linguaggio come strumento di inclusione o esclusione, mettendo in dialogo esperienze aziendali e prospettive del terzo settore, con una particolare attenzione per le pratiche adottate da alcune aziende nell’ambito delle attività di Diversity and Inclusion e CSR.
Spiega Gaia Relucenti, referente per il Corporate Fundraiser di Parent Project:
«Questa sessione è nata con l’obiettivo di porre l’accento sull’importanza del linguaggio inclusivo, come strumento capace di influenzare il modo in cui pensiamo e ci relazioniamo con gli altri. Spesso questo aspetto viene ancora sottovalutato, ma il linguaggio non è solo forma, è sostanza e crea realtà a sua volta. Le parole non sono mai neutre: possono includere o escludere, aprire possibilità o creare barriere. In questo percorso di consapevolezza le aziende hanno un ruolo fondamentale: possono contribuire a generare un cambiamento culturale reale, capace di trasformare le persone e, di conseguenza, la società nel suo insieme.»
L’incontro è stato moderato da Marica Pugliese (Centro Ascolto Duchenne di Parent Project), che ha introdotto i temi della sessione riepilogando alcuni passaggi della storia dell’associazione, per sottolineare come il tema del contrasto all’abilismo sia emerso con sempre maggiore forza, negli ultimi anni, tra gli obiettivi trasversali del lavoro di Parent Project. In parallelo alla storia clinica e allo scenario della patologia, che continua ad evolversi spostando in avanti l’aspettativa di vita, negli ultimi decenni ha iniziato a trasformarsi anche l’immaginario che la riguarda e sta, gradualmente, cambiando anche il linguaggio, a partire da quello utilizzato nell’ambito della diagnosi. “Di abilismo si può guarire”, ha sottolineato Pugliese, e nel suo lavoro costante su questi temi l’associazione ha avvertito chiara la necessità di fare sempre più rete con altre realtà.
Nel corso dell’incontro è stato dato spazio alle rappresentanti di alcune aziende, che hanno condiviso un racconto sulle esperienze messe in campo all’interno delle rispettive realtà, e che si sono confrontate con le testimonianze di Jacopo Verardo e Matteo Tosetti, giovani studenti attivi nella comunità Duchenne, e con la giornalista e attivista per le persone con disabilità Valentina Tomirotti.
Olimpia Di Venuta (Head of DEI & Employee Engagement di Mediobanca) ha riportato il percorso realizzato all’interno di Gruppo Mediobanca, che ha coinvolto a tutti i livelli lo staff, a partire da una fase di ascolto interna, supportata dal Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Il progetto realizzato, WORDS – Win Over Radicated Diversity Stereotypes, è stato improntato allo sviluppo di una maggiore consapevolezza sulla potenza del linguaggio come strumento per favorire l’inclusione e il rispetto dell’unicità di ogni individuo.
WORDS ha portato alla realizzazione di una rubrica mensile sul magazine Valore Responsabile e di un podcast, oltre che alla pubblicazione del libro Words – Cosa significa parlare inlcusivo.
Paola De Benedetti (Head of Global Corporate Communication di Fidia Farmaceutici) ha raccontato, a sua volta, il percorso intrapreso dalla sua azienda. Qui negli anni il dipartimento Risorse Umane (HR) si è trasformato in People&Culture, favorendo e promuovendo un lungo processo interno, ancora in essere, anche su tematiche Diversity,Equity &Inclusion, che tra le altre cose ha introdotto anche un Manifesto sul linguaggio inclusivo pubblicato nel 2025. Uno strumento che non si pone come un insieme di direttive rigide, ma come una bussola valoriale e che accompagna un percorso interno verso una cultura organizzativa sempre più aperta e rappresentata. In qualità di azienda del settore farmaceutico, Fidia si è focalizzata anche sulla cura e sul benessere delle persone dentro l’azienda, promuovendo un ambiente lavorativo improntato al rispetto ed all’apertura, nel quale ogni persona possa sentirsi rappresentata.
Entrambe le speaker hanno sottolineato l’importanza della dimensione dell’esercitare il dubbio, del non dare nulla per scontato rispetto a questo tema.
Alice Beretta (Director & Healthcare New Business Coordinator Omnicom Group PR) ha portato l’esperienza della campagna di comunicazione Con tutta la forza che ho, realizzata nel 2025 in collaborazione con Parent Project, raccontando come l’azienda abbia raccolto la sfida di fare divulgazione sulla DMD da una prospettiva non abilista, e di come abbia progettato tutti i contenuti dialogando con Parent Project e anche, direttamente, con i giovani protagonisti dei diversi episodi.
Jacopo Verardo ha condiviso alcuni vissuti personali, sottolineando come viviamo ancora in una società che vede la disabilità prima di tutto come una diversità, e nella quale l’abilismo si manifesta in tante forme. Spesso chi si focalizza su un ausilio come la carrozzina fatica a vedere la persona che la utilizza. La carrozzina, ha spiegato Verardo, spesso intimorisce, rappresenta per alcuni una sorta di tabù o crea la base di discriminazioni, ad esempio quando qualcuno percepisce la persona in carrozzina come incapace di decidere e di parlare per sé stessa. «Non siamo costretti in carrozzina» ha evidenziato Verardo «ma la carrozzina ci permette di vivere». Anche Matteo Tosetti ha sottolineato il fenomeno dell’infantilizzazione delle persone giovani e adulte con disabilità, condividendo alcune esperienze personali in questo senso.
Valentina Tomirotti, portando un doppio punto di vista come professionista della comunicazione ed attivista, ha evidenziato come le aziende si stiano muovendo, da qualche anno, sul tema della diversità, e ha condiviso la propria visione di come, nel discorso che si sta costruendo, ci siano ancora dei limiti da superare. A partire dalla stessa parola inclusione, che presuppone uno stato di esclusione alla base. «Forse sarebbe meglio partire da un concetto di accoglienza, apertura, di consapevolezza di chi stai facendo entrare» ha spiegato Tomirotti. «Per non fare progetti che rimangano solo di facciata sono necessarie le nostre voci, il nostro corpo che è politico; occorre partire da questo, dai nostri corpi e da noi che alziamo la mano perché abbiamo qualcosa da dire. Spesso si progettano situazioni anche mediatiche su questi temi senza invitare persone con disabilità competenti in materia, invece non dovrebbe essere progettato nulla su di noi senza di noi. Al mondo corporate vorrei dire questo: siamo degli alleati nel percorso che volete costruire, possiamo aggiungere valore a ciò che volete realizzare. Invece che accomodarci e prendere quel che viene servito, possiamo aiutarvi a cucinare qualcosa di diverso.»
L’associazione ringrazia ancora una volta tutte le persone e le realtà che hanno partecipato a questo incontro, rendendo possibile uno spazio di confronto e di scambio prezioso per la comunità.
Per maggiori informazioni su Parent Project e sulle tante modalità di collaborazione possibili per le aziende, è possibile contattare Gaia Relucenti: g.relucenti@parentproject.it.
Dona ora!
Per un futuro di qualità e un mondo con una cura per la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
Notizie correlate
11 Mar 2026
Parent Project alla Giornata per le Malattie Neuromuscolari
È in arrivo sabato 21 marzo 2026 la nona Giornata per le Malattie Neuromuscolari (GMN), che coinvolgerà contemporaneamente 19 città sul territorio…
6 Mar 2026
La Cerimonia di Apertura della XXIII Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker
La XXIII Conferenza Internazionale di Parent Project APS sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker, che si è svolta a Roma dal 27 febbraio al 1°…
2 Mar 2026
Traiettorie di cambiamento alla Conferenza Internazionale di Parent Project
Grande partecipazione alla 3 giorni sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker Roma, 2 marzo 2026 La XXIII Conferenza Internazionale sulla…





