L’azienda statunitense Precision BioSciences ha annunciato in un comunicato stampa di aver ricevuto il benestare della Food and Drug Administration per l’avvio del suo primo trial nella DMD con il trattamento di editing genomico sperimentale PBGENE-DMD, sviluppato dall’azienda.

Di editing genomico e del potenziale di questa strategia, applicabile anche alla DMD, sentiamo parlare ormai da alcuni anni. In generale, si tratta di un approccio che si basa su tre componenti: una proteina che agisce come una “forbice”, introducendo tagli nel DNA in posizioni specifiche; una molecola guida, che indica alla forbice dove effettuare il taglio; e un vettore virale, che trasporta questi elementi nel tessuto su cui intervenire.

Nel caso della DMD, se il taglio avviene in prossimità della mutazione, la regione del gene colpita dal difetto può essere eliminata, ottenendo così un gene corretto in grado di guidare la produzione della distrofina. Tutto sembra piuttosto semplice ma, proprio perché le modifiche introdotte colpiscono il DNA, si è lavorato a lungo – e si continua a lavorare – per ottimizzare la specificità dei tagli: il sistema deve infatti intervenire solo dove richiesto. In caso contrario, verrebbero introdotte modifiche non necessarie e potenzialmente dannose per la salute.

PBGENE-DMD è progettata per rimuovere la regione del gene della distrofina compresa tra gli esoni 45-55 e può quindi essere impiegata nel caso di mutazioni che colpiscono uno qualsiasi degli esoni inclusi in questa zona, una situazione che riguarda circa il 60% dei pazienti.  In base a quanto riportato nel comunicato, il trial, denominato FUNCTION DMD, sarà uno studio di fase 1/2 in pazienti DMD deambulanti e servirà a verificare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di PBGENE-DMD. L’avvio dello studio è previsto nella prima metà dell’anno e, come specificato nel comunicato stampa, coinvolgerà centri negli Stati Uniti. Nei prossimi mesi l’azienda prevede di rendere disponibili maggiori informazioni, che condivideremo con voi.

Si tratta senz’altro di una buona notizia ed è comprensibile che una strategia di questo tipo generi aspettative elevate. È però fondamentale mantenere uno sguardo lucido e ricordare che ci troviamo di fronte ai primi passi di un percorso lungo e complesso: come accade per tutti gli studi clinici, i risultati potrebbero confermare le speranze iniziali ma anche mettere in luce limiti o criticità oggi non prevedibili, di cui è importante essere consapevoli.

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