Storie

Posted By supremo On lunedì, giugno 3rd, 2013 With 0 Comments

Vuoi raccontaci anche tu la tua storia? Inviala a volontariato@parentproject.it

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Valentina, ricercatrice e volontaria

Ho conosciuto Parent Project diversi anni fa, quando ho cominciato a lavorare in un laboratorio di biologia molecolare impegnato nella ricerca di una terapia per la distrofia muscolare di Duchenne. Mi ha subito entusiasmato la possibilità di investire i miei anni di studio e il mio lavoro per contribuire concretamente al progredire della medicina, anche se, come ben sappiamo, la distanza che separa la ricerca dalla clinica a volte sembra incolmabile!

Successivamente, visitando il sito internet dell’associazione, ho scoperto la possibilità di fare la volontaria insieme ad un preesistente gruppo di persone, provenienti da realtà completamente diverse, ma accomunate da un forte senso di solidarietà e dal desiderio di poter essere d’aiuto per l’altro. Ho pensato, allora, che il mio contributo poteva andare oltre la ricerca: avrei potuto conoscere realmente le persone che, in un certo senso, rappresentavano la forza motrice del mio lavoro ed essere per loro un supporto secondo le modalità previste dall’associazione.

E qui si inserisce la campagna “Vuoi fare una cosa bella?”, alla quale ho avuto la fortuna di partecipare. Iniziativa originale che ci ha aperto gli occhi sulle nostre capacità artistiche e “commerciali”, magari finora rimaste nascoste perché non sempre abbiamo la possibilità di sperimentarle! E devo dire che è stato un successo!

Bellissimo vedere quante persone hanno offerto il loro tempo per realizzare prodotti artigianali ad elevato contenuto di originalità, dei veri e propri pezzi unici! Altrettanto piacevole è stato vedere, la sera del mercatino solidale, che gli oggetti preparati riscuotevano successo: in molti hanno approfittato dell’occasione per acquistare i regali di Natale, unendo un gesto di solidarietà al piacere di donare alla persona cara un oggetto particolare, sicuramente introvabile altrove.

Bilancio positivo quindi e sono ancora all’opera per realizzare nuovi oggetti fantasiosi, visto che la campagna si protrae per tutto l’anno!

 

Gruppo di volontarie di Grosseto

Non è facile confrontarsi con il dolore, non è facile confrontarsi con la malattia, non è facile scendere a patti con la sofferenza, né propria né altrui. Quando ci si trova a dover affrontare questi mostri, direttamente o indirettamente, due possono essere le vie: reagire e combattere oppure aspettare e tentare di sopravvivere.

Noi abbiamo conosciuto la Duchenne tramite la dolorosa esperienza di madre della nostra collega ed amica Michela e abbiamo assistito, impotenti ed attonite, ai momenti più cupi del suo annichilito dolore, senza sapere come darle conforto, aiuto, fissando i suoi occhi sbarrati e vuoti, arresi, senza speranza.

Che fare? Aspettare? Lasciar succedere? Rimanere in silenzio a guardare, essendo di conforto solo con la presenza? Come far capire che il suo immenso dolore era un po’ anche nostro? Come restituirle la voglia di combattere, di andare avanti?
Poi, all’improvviso un’idea, nata in un lampo: non possiamo alleviare la sua sofferenza né cambiare la situazione, ma possiamo provare a riscuoterla da un gelido torpore, darle uno stimolo, uno scopo, un impegno che l’aiuti a credere che qualcosa si può fare, che si può lottare. Uniamo le nostre forze, mettiamo al servizio della sua famiglia e della sua causa le nostre capacità creative e realizziamo un mercatino, magari sotto Natale, con i nostri manufatti, nella speranza di raccogliere un po’ di denaro da offrire per finanziare la ricerca di una cura.

Tutto è cominciato in sordina, dall’iniziativa di poche, alimentate da tanta speranza ma anche dal timore di fallire e di deludere le aspettative di Michela che, dopo tanta titubanza iniziale, ha invece accolto con gioia la nostra proposta. Poi, pian piano, come per miracolo, una vera e propria “creatura” ha preso vita tra le nostre mani, si è sviluppata, si è rafforzata a dismisura, accrescendosi di giorno in giorno del contributo di tante e tante persone che si sono unite a noi e che, insieme a noi, hanno reso possibile il realizzarsi di questo meraviglioso evento, di questa meravigliosa esperienza di condivisione, di solidarietà e di amore che, grazie anche alla coinvolta e partecipe risposta della comunità grossetana, ci ha portato, in tre edizioni, a raccogliere circa 70.000 euro.

Pur consapevoli che il nostro contributo è solo una goccia nel mare, siamo fiere e felici di aver deciso di non arrenderci, di non restare a guardare ma di lottare e di fare dono della nostra creatività per uno scopo così alto ed importante. Il nostro dono è piccolo ma ci ha portato in cambio un’esperienza umana di valore incommensurabile, un arricchimento interiore unico e prezioso ed ha contribuito, in piccola parte, a riaccendere negli occhi e nel cuore di Michela e della sua famiglia una fiammella di vita e di speranza, che noi speriamo possa diventare, anche con l’aiuto e il sostegno di Parent Project, un grande fuoco ardente.

 

Il gruppo “Accordi di Luce” costituisce una delle tante belle realtà presenti nella Parrocchia di Santa Sofia in Lendinara (Ro).

ImmagineIl gruppo nasce come “Coro Famiglie”, perché principalmente composto da coppie di sposi che frequentando il Gruppo Famiglie della parrocchia, e che da giugno 2012 hanno pensato di riunirsi appunto in “Coro”.

Il gruppo è composto da circa 60 coristi, 9 musicisti, 2 maestre di canto, 6 giovani ballerine classiche che esprimono con la grazia del movimento il loro amore a Dio, e un gruppo di ragazzi che offrono agli spettatori spunti di riflessione con la lettura di racconti o preghiere che si alternano ai canti, 1 tecnico per la proiezione delle slide che rafforzano con l’immagine quello che si rappresenta e numerosi bambini che seguono i genitori impegnati in questo progetto e ai quali si cerca di insegnare con l’esempio la gratuità del servizio alla Chiesa.

Oltre ad animare le cerimonie liturgiche in parrocchia, si è pensato di continuare a cantare insieme per offrire a più persone il messaggio evangelico che i canti hanno in sé, allestendo quindi il primo “musical” che è stato inserito nei festeggiamenti per la festa di Santa Sofia che si sviluppa su più giorni a fine settembre.

Il gruppo si compone di persone comuni, in molti casi dotate solo di tanta buona volontà e passione, che usano i talenti che il Signore ha loro donato per tenere vivi i valori cristiani nelle proprie famiglie, nella propria comunità e quando può ai lontani, magari attirati dalla musica o da qualche amico che canta.

Ma non può esserci fede senza solidarietà, per questo spesso le esibizioni sono finalizzate, non solo alla testimonianza, ma anche all’aiuto concreto alle persone in difficoltà.

Sono passati quasi tre anni dalla nascita del gruppo, e molte sono state le occasioni, anche fuori dalla parrocchia, che hanno visto gli “Accordi di Luce” raccogliere fondi per aiutare diverse situazioni difficili, come famiglie in grave difficoltà economica, scuole materne e un compaesano affetto da SLA.

Principalmente però il sostegno è indirizzato all’aiuto dell’Associazione “Parent Project”, di cui fa parte attiva la famiglia del piccolo Davide, affetto da Duchenne.

Anna

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